Comune di Gaeta

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Museo

 

4. L'Epoca Rinascimentale

Il cinquecento
La cultura Rinascimentale Gaetana ha inizio grazie a numerosi fattori che influirono sull’ascesa del paese:
- Nomina a vescovo di Gaeta del cardinal De Vio.
- Il rafforzamento della posizione strategica della cittadina.
- La costruzione delle Mura cittadine volute da Carlo V il Grande.
- La pace, che contribuì all’incremento dei commerci e alla prosperità.
- L’affluenza della nobiltà spagnola, che inseguito alla controriforma, sviluppò il mecenatismo che incrementò la realizzazione di numerose opere d’arte.
- La vittoria di Lepanto.
- L’istituzione della festa della Madonna del Rosario.
 
Le opere più importanti di questo periodo risalgono a noti pittori come Andrea Sabatini, Gian Filippo Criscuolo, Scipione Pulzone e l’arch. Giovanno Donadio.
Con la dominazione spagnola nel 1504 Gaeta ricoprì un ruolo strategico molto importante per cui fu dotata di altre fortificazioni aggiornate per resistere alle nuove armi da fuoco.
Fu con l'arrivo degli spagnoli che alcuni personaggi politici, passati in disgrazia, vennero costretti ad abbandonare Gaeta, tra cui Giovanni Caboto, che si rifugiò a Venezia.
 
Il seicento
Durante il seicento si instaurò per Gaeta un rapporto privilegiato con Napoli e questo non fece altro che aumentare le commesse dei maggiori artisti che incrementarono il patrimonio artistico culturale di Gaeta. 
Caratteristiche principali del nuovo movimento artistico sono le mura poderose, le Chiese ricche di capolavori e i nobili palazzi. E' l’età d’oro per Gaeta, grazie al nascente Barocco e al contributo della famiglia dei Lazzari, discendenti forse da Donato di Pascuccio d’Antonio Lazzari detto Bramante. La famiglia era di origini toscane, precisamente di Carrara, per questo detti i Marmorari.
Il settecento
Periodo di continua ascesa per il paese, dovuto al nuovo fenomeno artistico culturale del neoclassicismo e agli allievi della famiglia Lazzari.
Notevole fu l’impulso dei vescovi e della nobiltà napoletana e spagnola.
A loro sono dovute le realizzazioni di monasteri e conventi quali S. Domenico, S. Caterina, S. Francesco.
A fine secolo Pietro Paolo Ferrara, allievo del Vanvitelli, ristrutturò la cattedrale di Gaeta, realizzò la facciata di S. Angelo in Planciano e S. Antonio Abate (anche noto come S. Biagio).  
Nel 1734 Gaeta fu conquistata da Carlo III di Borbone, fondatore del ramo napoletano della dinastia dei Borbone.


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