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Museo

 

3. L'Epoca Medievale

Alto Medioevo
Le chiese risalenti questo periodo storico sono di caratteristiche e di dimensione modeste.
Le migliori risorse venivano utilizzate per l’erezione di opere destinate alla difesa, gli altri edifici erano realizzati con materiali di seconda scelta, questo giustifica la loro fragilità.
Questo periodo è comunque caratterizzato da importanti innovazioni architettoniche, ne è esempio l’ "Arco moresco" ogivale, slanciato e resistente. 
Importante testimonianza artistica sono gli Exultet, conservati attualmente nel museo diocesano, i più antichi risalgono al X sec, i più recenti sono del XII sec. 
Le imponenti strutture architettoniche del periodo sono state in gran parte realizzate grazie alla presenza di muratori saraceni. 

Il Terremoto del 1231 
Nel mese di giugno si compì il più grande evento catastrofico avvertito da Capua fino a Roma. Il terremoto, evento descritto nella cronaca di Riccardo da S. Germano, è paragonabile al 10° della scala Mercalli, con probabile epicentro nella Catena degli Aurunci. I gaetani, atterriti dal terremoto, fuggirono nelle campagne. A causa del teremoto a Gaeta non ci sono chiese datate prima del 1231. Negli anni seguenti si costruirono opere e chiese più solide. Le chiese di Gaeta erano ancorate a schemi antiquati, lontano dallo stile gotico italiano.

Il Trecento
Questo periodo storico fu caratterizzato dal dominio angioino. Essi apportarono importanti rivoluzioni di stile nonché dell’istituzione del primo giubileo del 1300 e il millenario del martirio di S. Erasmo.
Questi fattori favorirono la realizzazione di numerose iniziative atte ad aumentare il valore civico, sono da esempio la Chiesa, oggi santuario, della SS. Annunziata, la statua del patrono.
Con la diffusione degli ordini religiosi si afferma anche a Gaeta lo stile gotico italiano, caratterizzato da possenti murature in conci lapidei ben squadrati e Chiese più ariose per aumentare le dimensioni. Le nuove tecniche del ‘300 sono evidenti nella chiesa dell’Annunziata e in S. Domenico.
L’arte del periodo angioino si può tuttora ammirare nella scultura del Cero Pasquale e nella statua del patrono S.Erasmo.
 
Il Quattrocento
Fu un periodo di stasi, caratterizzato comunque dall’arrivo di diversi artisti catalani voluti dal re Alfonso d’Aragona. Sotto la dominazione degli aragonesi fu completata la parte bassa del castello, dedicato agli Angioini e iniziarono i lavori per la parte alta, quella Aragonese. 
Importanti personaggi, che lasciarono il loro contributo artistico nella città, sono l’arch. Sagrera, a lui attribuita la voltatura della navata principale e laterale di S. Domenico, e numerosi affreschi e pale d’altare di Giovanni da Gaeta.

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